Idrogeno: la giusta via del futuro
Posted by fernando | Posted in Chimica-Fisica, Scienza-Ricerca | Posted on 02-08-2009
Il combustibile alternativo ottenuto dall’idrogeno, potrebbe avere una “via italiana“, basata su acqua e laser. I nostri scienziati sono riusciti ad ottenere idrogeno da acqua, carbonio e azoto bombardato da un laser. Le condizioni per realizzare questo processo sarebbero legate all’alta pressione. Gli studiosi hanno dimostrato che, aggiungendo all’acqua monossido di carbonio e azoto e colpendo il tutto con un raggio laser a pressione di 1000 atmosfere, si produce idrogeno.
Il procedimento è in fase di studio ed è molto promettente. Intanto dall’Europa arrivano circa 140 milioni di euro per la ricerca sull’idrogeno. Circa 70 da parte della Commissione Ue e altrettanti da parte di una sessantina di aziende europee. L’obiettivo è anticipare di 2-5 anni la diffusione delle nuove tecnologie all’idrogeno, prevista tra il 2010 e il 2020, accelerare l’ingresso sul mercato di batterie ecologiche per automobili e strumenti elettronici e di fare dell’Europa un continente all’avanguardia nelle tecnologie pulite.
Per questo dalla Commissione Ue è stato emesso un bando di ricerca tra pubblico e privato, il cui budget totale ammonta a un miliardo di euro da investire entro il 2014. I gruppi di ricercatori interessati hanno tempo fino al 15 ottobre 2009 per partecipare alla gara. Le proposte vincenti saranno selezionate entro il marzo dell’anno prossimo.
Diatomee e alghe, cocktail di Dna
Posted by fernando | Posted in Biologia, Scienza-Ricerca | Posted on 29-06-2009
Ben oltre 3.000 geni delle diatomee, le alghe unicellulari dagli elaborati e spettacolari gusci di silice, sono un “regalo” di altre alghe, rosse e verdi. La scoperta, riportata su Science, indica che durante la loro storia evolutiva questi organismi hanno reclutato pezzi di Dna da entrambi i maggiori gruppi di alghe esistenti grazie all’endosimbiosi, il fenomeno per cui una cellula acquisisce in modo permanente un organello prima estraneo.
Che le alghe rosse abbiano contribuito al genoma delle diatomee era già noto: persino i plastidi, gli organelli che ne permettono la fotosintesi, sono una loro eredità. La novità, inaspettata, consiste nell’aver scoperto che anche le alghe verdi hanno contribuito al cocktail, con più geni di quelle rosse (oltre 1.700) e, soprattutto, in un tempo ancora più remoto. Infatti, partendo dal presupposto che le diatomee devono la loro capacità fotosintetica alle alghe rosse, era logico aspettarsi sequenze provenienti da queste. Oltre il 70 per cento dei loro geni (e circa il 16 per cento i quelli che si esprimono in proteine), invece, sembra derivare dalle alghe verdi.
Di certo, il quadro si sta complicando. Ahmed Moustafa dell’Università dell’Iowa (Usa), primo autore dello studio, ha ottenuto questi risultati comparando migliaia di geni delle diatomee Thalassiosira e Phaeodactylum a centinaia di sequenze di altre alghe e organismi, trovando che la prima possiede 3.500 geni algali e la seconda almeno 3.700. Secondo Moustafa è possibile che nelle diatomee l’endosimbionte ancestrale sia stato un’alga verde e che un altro evento endosimbiotico abbia determinato la sua sostituzione con un’alga rossa.
Altra cosa certa è che lo studio dell’evoluzione degli eucarioti attraverso il loro patrimonio genetico accredita sempre più la teoria dell’evoluzione per endosimbiosi. Grazie a questo fenomeno una cellula o un organello cellulare può entrare a far parte di un’altra cellula. Secondo la teoria più accreditata, l’endosimbiosi è all’origine della comparsa degli stessi mitocondri e plastidi, cui si deve la capacità fotosintetica nelle piante.
Tbc: pochi fondi per nuove terapie
Posted by fernando | Posted in Biologia, Politica-Informazione, Scienza-Ricerca | Posted on 22-06-2009
L’Italia investe poco e male. La denuncia in un rapporto presentato oggi da Msf e Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria sociale dell’Università Luigi Bocconi.
Poco più di 31 milioni di euro, pari al 7,27 per cento del totale dei fondi destinati alla ricerca. E’ quanto ha investito l’Italia, nel 2007, in ricerca e sviluppo di nuove terapie contro la tubercolosi e le altre malattie tropicali cosiddette “neglette”. Una cifra irrisoria se paragonata alle entrate reali del nostro paese e alle esigenze di finanziamento a livello globale. Tanto più che la malattia, tutt’altro che debellata, è tornata a fare capolino nelle nazioni più industrializzate con pericolose forme di resistenza e che le terapie e gli strumenti per diagnosticarla sono ormai obsoleti. La denuncia è contenuta nel rapporto “Tubercolosi: omissione di soccorso. L’impegno per gli investimento nella ricerca e lo sviluppo di nuove terapie contro una malattia globale”, presentato oggi a Roma da Medici senza frontiere e dal Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria sociale (Cergas) dell’Università Luigi Bocconi e incentrato sulle fonti di finanziamento messe in campo in Italia per l’avanzamento della ricerca contro Tbc, malaria e malattie dimenticate.
Con quasi 2 milioni di morti l’anno e oltre 9 nuovi casi di contagio, molti dei quali multi resistenti, la Tbc è ancora una vera emergenza sanitaria. “La situazione più critica resta quella dell’Africa sub-sahariana, con 300 persone ogni 100 mila abitanti colpite da Tbc, anche se l’Asia preoccupa per numero assoluto di casi e per aumento della farmaco resistenza”, spiega Matteo Zignol, del dipartimento Tb dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). “Lo strumento diagnostico usato, l’esame microscopico del campione di espettorato, è lo stesso di 130 anni fa e anche il trattamento è affidato ad antibiotici sviluppati diversi decenni fa. Nel mondo 500 mila pazienti non hanno benefici dai farmaci utilizzati, e una buona parte arriva dall’Est europeo. Un dato allarmante, se si tiene conto del flusso migratorio verso l’Italia”.
Per tutta risposta, a fronte di un problema che non riguarda più solo i paesi in via di sviluppo, la ricerca è del tutto insufficiente. A livello globale vengono investiti per la Tbc 482 milioni di dollari e solo l’1,3 per cento dei nuovi farmaci immessi sul mercato tra il 1975 e il 2004 era mirato alle malattie dimenticate, tre di questi per la Tbc. Andando a vedere i numeri italiani, il governo italiano destina alla ricerca 427,8 milioni di euro, tra cui rientrano 46,8 milioni di euro derivanti dal 5X1000. Già di per sé poco, sottolinea il rapporto, se paragonato ai 171 milioni di euro investiti nel 2006 dalle fondazioni bancarie e agli 1,07 miliardi di euro allocati dalle farmaceutiche.
Se si considerano poi i fondi destinati alla ricerca sulle malattie infettive (Tbc e malattie dimenticate), la cifra del Ministero del Lavoro, salute e politiche sociali per il 2007 ammonta a circa 31 milioni di euro ma di tali finanziamenti, allocati come voce a bilancio, non è dato sapere se siano stati realmente spesi. Tra le altre fonti di finanziamento pubblico, l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) nel 2007 ha stanziato fondi per circa 131 mila euro. Se guardiamo all’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), invece, dei 35,5 milioni di euro destinati nel 2006 alla ricerca indipendente sui farmaci attraverso un fondo ad hoc, alla tubercolosi e alle altre malattie dimenticate sono andati poco più di 173 mila euro (35.850 euro alla “Fondazione del Monte Tabor – Ircss San Raffaele” e 137.300 all’Istituto per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani”). Limitate invece le informazioni sui finanziamenti del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca (Miur). Nel triennio 2007-2010 ha finanziato il Cnr per 406 mila euro per la realizzazione di una piattaforma diagnostica nanotecnologica per test clinici nel campo delle malattie infettive, a cui si aggiungono 57 mila euro per uno studio strategico per la costruzione di un vaccino antitubercolare di tipo regionale e altri 24 mila, erogati nel 2006, per una ricerca di micro-Rna in isolati clinici di Mycobacterium tubercolosis di pazienti con Tb farmaco-resistente.
Al di là delle cifre troppo esigue destinate alla ricerca contro la Tbc, Msf mette in evidenza i problemi riscontrati nell’analisi del sistema di finanziamento italiano, a causa della frammentazione delle fonti e per l’assenza di sistema informativo che contenga i dati degli erogatori e i progetti finanziati. Dal momento che non esistono fondi dedicati appositamente a ognuna di queste malattie, si legge nel rapporto, è difficile stabilire quale parte del budget totale annuale destinato alla ricerca venga speso in tale settore. Per questo vengono proposti meccanismi di finanziamento alternativi che garantiscano lo sviluppo di farmaci, strumenti diagnostici e vaccini accessibili a tutti. Tra questi, i prize funds, o fondi premio, che prevedono una ricompensa finanziaria al termine del processo di sviluppo attraendo così diversi attori, commerciali e non. Il vincitore di questi fondi inoltre metterà il prodotto sul mercato in modo accessibile ai paesi in via di sviluppo e fornirà licenze ad altri produttori. In particolare, Msf chiede l’istituzione di un fondo premio per un test nel point of care (cioè nel punto più vicino possibile a dove risiede il paziente). L’85 per cento dei pazienti affetti da Tbc, infatti, cerca le cure in cliniche piccole dove non è possibile effettuare il test diagnostico o dove l’unico test disponibile è l’esame dell’espettorato, che identifica solo il 66 per cento dei casi ed è inutile per i bambini e per chi è affetto da Hiv.
REFERENDUM: altro che bipartitismo, EGEMONIA
Posted by fernando | Posted in Politica-Informazione | Posted on 19-06-2009
Non si deve votare l’ennesimo “spot“, che nasconde (neanche tanto stavolta) l’inganno di avere il potere assoluto di un partito, dietro la tutela dei voto dei cittadini. NULLA di questo referendum giova al diritto di voto dei cittadini,giova solo al PARTITO (non alla coalizione) che ottiene la maggioranza. Chi lo ha proposto, è proprio “l’uomo” che guardacaso,ora,ha il consenso maggiore e lo avrà ancora per qualche anno almeno. Siccome l’opposizione fa il gioco della maggioranza perchè spera (poverina) di recuperare terreno grazie agli scandali,voterà SI (tranne quei pochi che non scendono a patti quando c’è in gioco la difesa della democrazia). L’unica opposizione possiamo,anzi la dobbiamo fare noi. Se noi non vogliamo,loro non avranno l’egemonia.
N.B.
Nella Grecia antica, il termine EGEMONIA indica il dominio totale di un gruppo su altri gruppi, con o senza la minaccia della forza, fino al punto che le prospettive culturali si adattino in modo tale da favorire il gruppo egemone (dominante).
FERNANDO DI CARLO
DETTAGLI
Cosa cambia? E Cosa rimane uguale?
In caso il referendum dovesse essere approvato (ovvero se si raggiunge il quorum del 50%+1 degli aventi diritto al voto e se la maggioranza dei votanti ha espresso parere favorevole), la legge elettorale rimarrà un sistema proporzionale,
senza la possibilità di esprimere la preferenza sulla scheda
, con il sistema definito delle liste-bloccate, ma in realtà cambieranno i premi di maggioranza, che al posto di essere spalmati proporzionalmente tra i partiti coalizzati che hanno ottenuto il maggior numero di voti, verranno dati in blocco alla lista che otterrà il maggior numero di voti. Così facendo il sistema tenderà a divenire bipartitico, perchè tutti i partiti minori cercheranno di confluire sotto lo stesso simbolo per ottenere il premio di maggioranza.
Infine cambierà anche il fatto che non si potranno presentare candidature plurime, ovvero chi si presenta in una circoscrizione non può presentarsi anche in un’altra circoscrizione.
Scioccante lettera dall’Abruzzo
Posted by fernando | Posted in Politica-Informazione | Posted on 18-06-2009

Cara Redazione,
sono Pina Lauria e sono residente a L’Aquila; attualmente “abito” presso la tendopoli ITALTEL 1, perché alla mia casa, che devo ancora finire di pagare, è stata assegnata la lettera E, che in questo drammatico alfabeto significa “danni gravissimi”.
Scrivo per illustrarvi alcune considerazioni, di carattere generale e, più in particolare, relative alla qualità della vita nei campi.
Intanto, evidenzio la grande confusione che c’è nella città: a quasi due mesi dal terremoto, viviamo ancora uno stato di emergenza. Uno dei grandi nemici di questi giorni, e dei prossimi, è il caldo: arriveranno i condizionatori ma risolveranno ben poco perché, come sicuramente sapete, il condizionatore funziona in una casa, con le pareti di cemento e con le finestre chiuse, non in una tenda, dove il sole batte a picco e da dove si esce e si entra….inoltre, la tenda non è che si chiude ermeticamente!
Allora, il problema vero è questa lunga permanenza nella tendopoli alla quale saremo costretti fino ai primi di novembre. E’ assurdo ed inconcepibile che, per saltare una “fase”, come ha detto il Presidente del Consiglio, bisogna aspettare circa sette mesi per avere una casa, comunque sia. E a novembre, se le cifre rimangono quelle dette dal Governo e dalla Protezione Civile, saranno soltanto 13 mila i cittadini aquilani che potranno lasciare le tende. Su questo vorrei chiarire che si sta assistendo ad un balletto delle cifre che nasconde una amara verità. Mi spiego. Queste cifre si riferiscono alle verifiche finora effettuate ed alle risultanze avute. Si sta ragionando in questi termini: se su un tot di case verificate, è risultata una agibilità pari al 53%, e mantenendo questo trend, allora le case inagibili saranno all’incirca 5.000 per 13 mila persone.
L’agibilità è stata dichiarata per le abitazioni dei paesi vicini a L’Aquila; i quartieri nelle immediate vicinanze del centro storico, a ridosso delle mura (Sant’Anza (il quartiere dove abito), Valle Pretara, Santa Barbara, Pettino, tutti molto popolosi, hanno le case inagibili.
Inoltre, bisogna considerare che il centro storico ancora non viene sottoposto ad alcun tipo di verifica perché, a tutt’oggi, è zona rossa.
Nel centro storico risiedono circa 12 mila cittadini, senza contare i domiciliati, soprattutto gli studenti fuori sede. Allora, a novembre dovrebbero avere la casa almeno 26.000 cittadini, facendo un calcolo al
ribasso perché, considerando anche gli abitanti dei quartieri distrutti, gli immobili da recuperare con interventi molti consistenti e, quindi, con tempi necessariamente lunghi, sicuramente le abitazioni necessarie dovrebbero essere sull’ordine delle 45 mila persone.
Questo è il futuro che ci aspetta e lo tengono nascosto! Ma il Presidente del Consiglio ha detto che, comunque, le tende sono già dotate di impianto di riscaldamento, e quel”già” mi ha molto inquietato.
Non possiamo accettare di restare nelle tende fino a novembre, e sicuramente fino a marzo del 2010!
Questo ragionamento lo stavo facendo alcuni giorni fa al campo: prima con alcune persone, poi si sono avvicinati altri ed eravamo diventati un bel gruppetto: dopo alcuni minuti dal formarsi dell’”assembramento non autorizzato”, sono arrivati i carabinieri, in servizio all’esterno del campo. Ho chiesto se ci fosse qualche problema. Mi hanno risposto che non c’era alcun problema, ma restavano anche loro ad ascoltare.
Conclusione: dopo alcuni minuti, tutti ce ne siamo ritornati nelle tende.Racconto questo episodio, e ne posso citare tanti altri (ad alcuni componenti di vari comitati cittadini, che stavano raccogliendo le firme per il contributo del 100% per la ricostruzione o ristrutturazione della casa, è stato vietato l’accesso nei campi), per denunciare quello che definisco la sospensione dei diritti garantiti dalla nostra Costituzione: libertà di opinione, di parola, di movimento.
Ora, posso comprendere, anche se non giustificare, un tale comportamento nel primo mese, che secondo me rappresenta la vera fase di emergenza, ma far passare tale logica antidemocratica per 7 mesi, ed anche di più, somiglia più ad un colpo di Stato che ad una “protezione civile”. Adesso mi trovo per qualche giorno a Bologna, presso mia figlia Mara che sta ultimando un dottorato in Diritto del Lavoro (senza borsa, perché l’Alma Mater non aveva i fondi a sufficienza per finanziare tutte e quattro i posti messi a bando: Mara si è posizionata terza, paga una tassa di iscrizione al dottorato di circa 600 euro l’anno e un affitto di 500 euro mensili, più le spese); proprio questa mattina ho dovuto chiamare il responsabile del mio campo perché la famiglia che abita con me mi ha informato che si stavano effettuando i controlli per assegnare il nuovo tesserino di residente al campo (ne possiedo già uno). Mi ha preso una tale agitazione tanto da sentirmi male: questa procedura che si ripete spesso nei campi, l’esibizione del documento e l’autorizzazione di accesso per gli “esterni”che ti vengono a fare visita, e magari sono i tuoi fratelli, sorelle, madri e padri che hanno trovato sistemazione in altri campi o luoghi, il fatto che adesso, nonostante avessi preventivato di stare un po’ di tempo con mia figlia, debba rientrare per avere di nuovo il tesserino, dietro presentazione di un documento di riconoscimento, anche se sono già tre volte che i responsabili del campo hanno annotato il numero della mia carta di identità, mi scuote in maniera incredibile. Ma la Protezione Civile mi deve proteggere in maniera civile o mi deve trattare come se fossi in un campo di concentramento? Il responsabile del mio campo, quando gli ho parlato questa mattina, mi ha detto che non c’era alcun problema, che potevo tornare quando volevo, riconsegnare il vecchio tesserino e prendere il nuovo, e comunque dovevo comunicare l’allontanamento dal campo, la prossima volta che ciò sarebbe accaduto. Mi chiedo: perché devo comunicare i miei spostamenti? La tenda, adesso, è la mia casa ed ho timore che lo sarà per molto tempo, almeno fino a novembre. Quale è la norma che mi impone di comunicare i miei spostamenti? Se mi si risponde che si è in presenza di una situazione di emergenza, e che tale situazione durerà mesi e mesi, allora siamo veramente in presenza di un pauroso abbassamento del livello di democrazia!
Non sono “vaporosa”, non sono arrabbiata: sono esacerbata! Ritengo che la nostra città stia diventando non una città da ricostruire, ma una città “laboratorio”, in cui si vuole sperimentare il nuovo modello di società: privo di diritti, passivo, senza bisogni: quello che ti do è frutto della buona volontà dei volontari o dell’imperatore e lo prendi dicendo anche grazie! Mi rifiuto! E si rifiutano i cittadini aquilani! Sui nostri corpi, sulle nostre menti, sulle nostre coscienze, sulle nostre memorie nessuno ha il diritto di mettere le mani! Un’altra considerazione: le tende dell’emergenza sono tutte di otto posti, per poter accogliere, in tempi molto brevi dopo l’evento catastrofico, il maggior numero di persone. Di conseguenza, ci sono moltissime situazioni di promiscuità (la vivo io stessa, con un’altra famiglia che ha due bambini piccoli). Ritorno sempre alla considerazione di prima: una situazione di promiscuità può essere proposta ed accettata, a causa del disorientamento totale in cui ognuno si trova dopo un evento così terribile, per un mese, ma non per 7 o più mesi! In alcune tende sono insieme anche tre nuclei familiari! Mi chiedo: non si vogliono utilizzare i containers, ma allora il Presidente del Consiglio, che ha tante bellissime idee (sulle donne, sui giudici, sul Parlamento, sulla Costituzione) perché non pensa a far arrivare tende da quattro? O meglio, perché non riesce a garantire, da subito, una sistemazione dignitosa, senza costringermi ad andare sulla costa o in appartamenti situati nell’ambito della Regione Abruzzo, sicuramente non a L’Aquila, dove vi è la distruzione totale?
Proprio ieri, un gruppo di psicologi ha affermato che tale situazione di promiscuità sta distruggendo le famiglie perché, a parte le discussioni che ci sono, dalle cose più grandi a quelle più piccole (pensate che si sta litigando anche per i condizionatori, quelli che li hanno, perché alcuni li vogliono accesi, i “coinquilini” li vogliono spenti; chi vuole guardare la televisione e chi vuole riposare), la mancanza di intimità e di momenti privati determina nervosismo e sensazione di annullamento di ogni sentimento, senza considerare che nei campi non esiste nessun momento di intimità, né nei bagni, né nelle docce, né a pranzo né a cena.
Non posso restare in silenzio ed accettare passivamente: voglio essere protagonista della mia vita e della ricostruzione della mia città, e non voglio sentirmi come una partecipante del Grande Fratello! Non abbiamo intenzione, noi aquilani, di essere triturati dalla società
dello spettacolo: alle menzogne mediatiche opporremo la nostra intelligenza, volontà e coraggio….e la nostra rabbia.
L’Aquila è la mia, la nostra città e non è in vendita, per nessuno!
Spero che questa mia lettera venga da voi presa in considerazione: sono forte, coraggiosa…come tutti voi e spero che possiate darmi voce.
Vi ringrazio, di cuore…anche se spezzato!
Ciao a tutti
fonte: http://www.officinavolturno.com/2009/06/15/lettera-dallabruzzo-cara-redazione/
Parlamento pulito: le due facce dell’informazione
Posted by fernando | Posted in Biologia, Politica-Informazione | Posted on 11-06-2009
C’è un muro,un muro che divide chi mostra i fatti da chi reimpasta gli “scarti dei fatti”, per reimmetterli nelle nostre teste privati dei “pricipi attivi”. Si,placebo,ci fanno credere di guardare dei Telegiornali mentre riempiono le nostre menti di effetti speciali. Tagli, montaggi, sceneggiature, copioni. Quale TG? Si dovrebbero chiamare “Teatro di posa 1″, “Teatro di posa 2″, “Teatro di posa n”,visto che recitano, leggono un copione. Dove sono i fatti? Cito un’altro egregio censurato:
I fatti non sono un opinione da contradire, non esistono necessariamente due versioni di ogni cosa,se così fosse Berlusconi avrebbe un’opposizione.
Il 10 Giugno alle ore 14.30, Beppe Grillo (al posto nostro) si è recato a discutere la proposta di legge di iniziativa popolare “Parlamento Pulito”, che giace al Senato da 18 mesi e che 350.000 cittadini hanno regolarmente firmato. Ora,già che ci sono dovuti due anni prima che la Commisione si degnasse di rispondere a 350.000 cittadini,credo faccia indignare chiunque non solo chi ha firmato; ma che ci voglia un comico per farsi dare una risposta è vergognoso da parte della Commissione (dei nostri dipendenti).
A questi signori che nessuno vede e nessuno sente mai pronunciarsi ma decidono del futuro, sembra non fare ne freddo ne caldo tutto questo, anzi, si prendono loro il lusso di idignarsi quando Beppe tira fuori le palle (davanti alla Commissione del Senato non nel suo blog o in piazza) e dice ai signori come stanno le cose:
- Tralasciando che sono incostituzionali e antidemocratici perchè è scontato, sono vecchi, inutili, perchè non hanno idee e non si accorgono che il mondo sta cambiando rotta anche se un pò tardi. La gente ha capito con l’esperienza (brutta) che il politico,il leader non serve a nulla per i loro veri interessi individuali e collettivi, se proprio loro individui comuni si battono dal basso per fare quello che i leader non fanno: lavorare per chi paga il conto,per chi paga il conto e vuole vedere la propria comunità crescere insieme verso le nuove frontiere del futuro.
Guardate il video dell’intervento per intero:
Sono 18 minuti di intervento importantissimo che vengono ridotti a questo:
“Show di Beppe Grillo al senato”,tutto quì? Dopo due anni che la gente attende una risposta in merito ad un’iniziativa di democrazia popolare da una Commissione del Senato! 350.000 cittadini fanno una domanda,tre richieste per la precisione per rendere il paese normale,neanche eccezzionale. Grillo,dopo avere difeso 350.000 cittadini che pretendono una risposta (ma anche chi non ha firmato) dice che sono vecchi perchè non hanno idee al passo col mondo e loro rispondono: “Lei mi da del vecchio e io mi sento offesa“.Ma Vaffanculo! Puoi solo mandarli a fare in culo! Che farete piuttosto vi chiedo? Che ne sarà della richiesta democratica di 350.000 cittadini? Che ne sarà della democrazia? Che ne sarà della costituzione? Che ne sarà del futuro di questa nazione? Visto che non possiamo aspettarci più nulla dall’alto,non siamo a Gotham City e non abbiamo Batman,resta a noi inventare un altro futuro con ogni minima risorsa a nostra disposizione,con ogni nostra singola virtù.
Fernando Di Carlo
Berlusconi promette di dimettersi se ha mentito su Noemi Letizia
Posted by fernando | Posted in Politica-Informazione | Posted on 08-06-2009
Il furbetto silvio berlusconi non si è giocato immediatamente le dimissioni appena il caso Noemi è uscito fuori,ma dopo aver preparato con i suoi avvocati e tirapiedi una bella muraglia cinese contro chi proverà ad indagare. Ora ch’è sicuro che comunque andranno le cose riuscirà,con una sua bella campagna di disinformazione “Russa” a salvarsi il culo come ha fatto finora,allora si gioca le dimissioni.Mica scemo eh. Gli scemi siete voi che lo votate e lo difendete,vittime della vostra stessa incapacità di giudizio cronica.Avete votato per 10 anni un malato di mente cronico;di nuovo la storia non vi ha imparato niente…a quanti altri folli dittatori leccherete ancora il culo e consegnerete le chiavi del paese prima di svegliarvi?!
WAKE UP!!!!!!!!!!!
Articolo di Politica interna, pubblicato venerdì 29 maggio 2009 in Gran Bretagna.
[The Times]
Napoli - Silvio Berlusconi ha giocato il tutto per tutto ieri, annunciando che si dimetterà se “qualcuno riuscirà a dimostrare che ha mentito” riguardo alla sua relazione con la diciottenne Noemi Letizia, l’aspirante modella al centro della battaglia sul divorzio del Presidente del Consiglio italiano.
La sua versione degli eventi che hanno portato al loro incontro alla festa di compleanno della signorina Letizia, è stata però immediatamente messa in dubbio da una parente della giovane donna. Francesca Palumbo, zia di Noemi Letizia, ha contraddetto l’affermazione di Berlusconi di conoscere la famiglia Letizia da lungo tempo. Ha spiegato che, per quanto ne sa lei, Berlusconi “è entrato nella vita della famiglia” non prima dell’autunno scorso. Sia Berlusconi che Benedetto Letizia, padre della ragazza napoletana, affermano che il Primo Ministro è un vecchio amico di famiglia e che la conosce sin da quando era bambina. Noemi Letizia chiama il Primo Ministro “papi”.
Le dichiarazioni della signora Palumbo coincidono con il racconto di Gino Flaminio, l’ex fidanzato della ragazza, il quale ha detto che Berlusconi la chiamò al telefono cellulare lo scorso autunno, dopo che lei aveva spedito un carnet di sue fotografie fatte da un’agenzia per modelle a Mediaset, l’emittente televisiva di Berlusconi.
Gino Flaminio ha anche detto a La Repubblica che la ragazza non è più stata la stessa dopo aver trascorso Capodanno a una festa di Berlusconi nella sua villa in Sardegna, festa che durò vari giorni e a cui parteciparono altre “trenta o quaranta” giovani donne. Benedetto Letizia ha minacciato di querelare Flaminio per diffamazione.
Berlusconi ha detto che se qualcuno gli chiedesse se ha avuto rapporti “piccanti o più che piccanti con una minorenne”, la sua risposta sarebbe: “Assolutamente no”.
“Ho giurato sulla testa dei miei figli. E ho detto che sono consapevole che se fossi uno spergiuro mi dovrei dimettere un minuto dopo”.
In un’intervista a La Repubblica, la signora Palumbo - cognata di Anna Palumbo, mamma di Noemi Letizia - ha raccontato che verso la fine dell’anno scorso la ragazza si allontanò dal tavolo durante un pranzo in famiglia quando squillò il suo cellulare.
“L’ho sentita dire ‘papi’. All’epoca, non avevo idea di chi si trattasse.” Si rese conto per la prima volta che Berlusconi era una “presenza nella famiglia” l’11 gennaio dell’anno in corso (di quest’anno), quando le fu detto che si programmava una “grande festa” per il diciottesimo compleanno di Noemi Letizia in Aprile, e che Berlusconi probabilmente vi avrebbe partecipato.
Ha raccontato che Berlusconi aveva chiesto alla ragazza di portargli il biglietto d’invito di persona. “Non so se Noemi è andata a trovarlo a Roma”. Durante il pranzo pasquale in famiglia, è stato poi confermato che “ci saremmo dovuti preparare tutti perché avremmo incontrato il Presidente del Consiglio.
Ha poi aggiunto di aver preso la decisione di parlare perché ci sono state “troppe bugie”. Ha descritto l’ex fidanzato della ragazza, Gino Flaminio, “un bravo ragazzo”, che “amava davvero Noemi, e anche lei gli voleva molto bene”.
Il Giornale, di proprietà di Berlusconi, ha scritto che Gino Flaminio non è un testimone attendibile, essendo stato condannato nel 2005 per il furto di un telefono cellulare, una sentenza poi sospesa.
Con il summit di luglio del G8 a L’Aquila alle porte, che si terrà sotto la sua presidenza, si dice che Berlusconi tema “il ripetersi del 1994?, un riferimento al summit G7 che si tenne quell’anno a Napoli, nel corso del quale gli arrivò un avviso di garanzia per corruzione.
fonte: italiadallestero.info
Obama:il modo migliore di predire il futuro è (re)inventarlo
Posted by fernando | Posted in Politica-Informazione | Posted on 07-06-2009
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Un riassunto dal discorso di Obama:
“Come è scritto nel Sacro Corano: “Sii consapevole di Dio e di sempre la verità“. Questo è ciò che cercherò di fare, dire la verità… Io sono cristiano, ma mio padre appartiene a una famiglia del Kenya che ha avuto generazioni di musulmani…
La libertà in America è indivisibile dalla libertà di praticare la propria religione… In ogni Stato dell’Unione è presente una moschea, in tutto più di 1200… Il Sacro Corano insegna che chiunque uccida un innocente, è come se uccidesse tutta l’umanità; e chiunque salvi una persona è come se avesse salvato tutta l’umanità… L’Islam non è parte del problema nella lotta contro l’estremismo violento, è una parte importante per promuovere la pace. Noi sappiamo che l’esercito da solo non risolverà i problemi in Afghanistan e in Pakistan. Per cui investiremo 1,5 miliardi di dollari all’anno per i prossimi cinque anni per costruire scuole e ospedali, strade e economia… Ho spiegato chiaramente al popolo iracheno che non manterremo basi e non reclameremo diritti sul territorio o sulle risorse… Io ho ordinato il rientro delle nostre bigate di combattimento entro il prossimo agosto… e di tutte le truppe entro il 2012. Nel mondo il popolo ebreo è stato perseguitato per secoli, e l’anti Semitismo è culminato in Europa con un Olocausto senza precedenti. Io visiterò Buchenwald… Sei milioni di ebrei sono stati uccisi, più dell’intera popolazione di Israele. Negare questi fatti è senza basi, ignorante e odioso…
D’altra parte è anche innegabile che palestinesi, musulmani e cristiani hanno sofferto… Molti sono nei campi per rifugiati del West Bank, Gaza… Non c’è alcun dubbio che la situazione per il popolo palestinese è intollerabile. L’America non ignorerà le legittime aspirazioni dei palestinesi per …. un loro Stato.
Io comprendo coloro che protestano sul fatto che alcune nazioni sono armate, mentre altre non lo sono. Nessuna nazione dovrebbe decidere chi può o meno avere ordigni nucleari. Questo è il motivo per cui fotermente riaffermo l’impegno dell’America per un mondo in cui nessuno possegga armi nucleari. E ogni nazione - incluso l’Iran - dovrebbe avere i diritto di accedere al nucleare per fini pacifici se accetta le responsabilità previste dal Trattato di Non Proliferazione…
Il popolo del mondo può vivere insieme in pace. Noi sappiamo che questa è la visione di Dio. Ora, questo deve essere il nostro lavoro, qui sulla Terra”.
fonte: beppegrillo.it
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“Il Fatto”:l’alieno di carta approderà nelle edicole.
Posted by fernando | Posted in Politica-Informazione | Posted on 04-06-2009
Maledetta gastrite,potessi bere andrei subito a stappare vino a fiumi per festeggiare,ma nulla mi vieta di esprimere a voi,visitatori di questo umile blog,il mio gaudio per la ormai sicura uscita del “Giornale”.Non ha bisogno di nome,giornale basta e avanza per descrivere cosa andremo a leggere e a finanziare (noi). Finalmente,sento già le notizie che si rallegrano,queste disperse nel vento che ormai non avevano più patria,riavranno la loro terra di carta.E gli approfondimenti sui fatti,anche loro esuli ormai scacciati brutalmente da ogni pubblica piazza e da ogni media convenzionale,anche per loro è l’inizio di una nuova era nel segno del riscatto.
Voglio Crederci,
si voglio credere che questo primo passo segni l’inizio verso la riscoperta dei fatti,questa volta anche da parte di chi non ha i mezzi per accedere alla rete o per chi non è un “abituè” del web.
Quindi: lunga vita a “IL FATTO”!!!!
fernando
3 giugno 2009, in Marco Travaglio
“Siamo tutti sotto choc. Le prenotazioni per abbonarsi al nostro nuovo giornale hanno infranto il muro delle 10 mila. Stamane, per l’esattezza, erano 10.877 e crescono al ritmo tumultuoso di 2 mila al giorno, nonostante le giornate festive del lungo ponte del 2 giugno. Non abbiamo parole per ringraziare tutti gli amici che ci stanno sostenendo.
Entro la prossima settimana contiamo di avere pronto, su questo blog, l’AnteFatto con i primi articoli della redazione che sta nascendo e, soprattutto, con le tariffe super-scontate per chi continuerà ad abbonarsi entro la fine di luglio, cioè “sulla fiducia”, condividendo con noi il rischio in questa fase iniziale, difficile ma appassionante.
Continuate a prenotarvi inviando una mail a dettofatto@ilfatto.info e avrete prestissimo le informazioni necessarie ad assicurarvi l’abbonamento-offerta con bollettino postale, o con carta di credito o con bonifico bancario. Grazie di cuore.
m.t.”
Voglio Scendere
dettofatto@ilfatto.info
telefono 02-66506795
fax 02-66505712
Il Ministro inglese ha l’oro in bocca
Posted by fernando | Posted in Politica-Informazione | Posted on 02-06-2009
Appena appresa la notizia al TG, la frase “primo ministro inglese si dimette” si ripeteva nella mia mente in maniera ossessiva e ho pensato a Jack…”Il ministro inglese si dimette Il ministro inglese si dimette Il ministro inglese si dimette Il ministro inglese si dimette Il ministro inglese si dimette Il ministro inglese si dimette Il ministro inglese si dimette Il ministro inglese si dimette Il ministro inglese si dimette Il ministro inglese si dimette”
Questa mia ossessione si placherà solo quando sentirò: “Ministro italiano si dimette”,scandalo rivelato dal giornale italiano “x”.
fernando
LONDRA - Jacqui Smith, ministro degli affari Interni del Regno Unito, sarebbe sul punto di dimettersi sull’onda dello scandalo dei rimborsi inappropriati che ha travolto il Parlamento. “Fonti attendibili hanno confermato che Jacqui Smith ha raggiunto questo tipo di accordo con il primo ministro”, ha detto il reporter di Sky News Joey Jones. La titolare dell’Interno è finita sotto accusa per aver fatto pagare ai contribuenti due film porno per il marito e la casa della sorella.
Smith era finita nel ciclone dello scandalo sui rimborsi spese gonfiati da alcuni parlamentari inglesi, per aver inserito anche la casa della sorella tra le spese, facendola passare per la propria seconda abitazione. Ma soprattuto per un’altra nota spesa a carico del contribuente: i film porno a pagamento guardati dal marito. A rivelare lo scandalo, ancora una volta, un giornale: il Daily Express. Jacqui Smith aveva detto di essere “furiosa” per questi film di cui non sapeva nulla e che erano stati visti quando lei non era in casa. Così, si era detta pronta a pagare le 67 sterline (circa 70 euro) per i servizi di ‘pay per view’ inseriti “per errore” nella nota spese. Ma lo scandalo britannico dei rimborsi gonfiati, costato il posto a Michael Martin, speaker della camera dei Comuni, vede il ministro in buona compagnia.
Secondo le rivelazioni del Daily Telegraph, i deputati, che in questo Paese hanno un salario di 60 mila sterline l’anno (la metà di quelli italiani),
hanno messo in conto allo Stato una serie di spese violando la legge: per esempio facendosi rimborsare un mutuo già estinto, o (è il caso di due deputati sposati tra loro) chiedendo un doppio rimborso per una singola “seconda casa”.
La maggior parte delle richieste sono risultate invece legittime, in base alla legge, ma ‘ingiuste’ eticamente, come ha detto David Cameron, leader dei conservatori: farsi rifare la piscina, il campo da tennis, acquistare nuovi elettrodomestici, comprare perfino cioccolatini e assorbenti. Il tutto a spese dello Stato, ossia del contribuente, e in tempi di crisi. Notizie che hanno suscitato indignazione nell’opinione pubblica e anche nella regina Elisabetta II.
fonte: repubblica













